Adottate le linee guida operative per la conclusione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e per la rendicontazione finale di target e milestone. Il documento, predisposto dalla Struttura di Missione PNRR d’intesa con l’Ispettorato generale per il PNRR del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dà attuazione alle indicazioni della Cabina di regia del 28 gennaio 2026 e si rivolge alle amministrazioni titolari, ai Comuni e agli altri soggetti attuatori.
Il testo interviene nella fase conclusiva del Piano, con l’obiettivo di assicurare uniformità interpretativa e operativa nella chiusura degli interventi e nella predisposizione della documentazione necessaria per ottenere l’erogazione delle risorse europee. In questo quadro, viene ribadito che il riconoscimento dei fondi del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza è subordinato alla dimostrazione del conseguimento dei risultati attraverso evidenze documentali verificabili e coerenti, soggette al controllo della Commissione europea, della Corte dei conti europea e delle autorità nazionali.
Il calendario resta stringente. Per gli interventi con obiettivi finali fissati al secondo trimestre 2026, la conclusione delle attività è prevista entro il 30 giugno 2026, mentre il completamento della documentazione per la rendicontazione deve avvenire entro il 31 agosto 2026, in linea con quanto indicato dalla Commissione europea nella comunicazione “NextGenerationEU – The road to 2026”. Eventuali azioni successive a tale data non potranno essere considerate ai fini del raggiungimento di target e milestone, con conseguente inammissibilità della spesa.
Elemento centrale del sistema è il certificato di ultimazione dei lavori, che costituisce l’evidenza principale per attestare la conclusione degli interventi. Per servizi e forniture, il riferimento è al certificato di regolare esecuzione o di verifica di conformità. Le linee guida chiariscono che tali documenti devono essere redatti secondo la normativa vigente e contenere informazioni essenziali quali l’identificazione dell’intervento, i riferimenti contrattuali (inclusi CIG, CUP e, ove previsto, CLP), la descrizione dell’opera, la data di emissione e le sottoscrizioni del direttore dei lavori, dell’operatore economico e del responsabile unico del progetto.
La data di emissione del certificato assume rilievo determinante ai fini della rendicontazione, mentre eventuali lavorazioni residuali di modesta entità, completabili entro un termine massimo di sessanta giorni, non incidono sulla validità temporale del documento. In assenza dei certificati richiesti o in caso di non conformità, non sarà possibile validare il raggiungimento degli obiettivi né ammettere la relativa spesa.
Qualora non sia possibile raccogliere tutte le informazioni in un unico documento, è consentita un’integrazione mediante attestazione del RUP o documentazione aggiuntiva. Viene inoltre riconosciuta la validità dei certificati già acquisiti e caricati sulla piattaforma ReGiS o già trasmessi alla Commissione europea, purché conformi ai requisiti minimi indicati.
Sul piano operativo, viene richiesto che i certificati e la documentazione a comprova del raggiungimento dei target siano caricati sulla piattaforma ReGiS entro cinque giorni dalla conclusione delle attività, mentre eventuali ulteriori documenti utili ai controlli devono essere trasmessi entro quindici giorni. Il sistema informativo diventa così lo snodo centrale per garantire tracciabilità e tempestività nella rendicontazione.
Un chiarimento rilevante riguarda le misure con scadenza intermedia fissata al primo trimestre 2026, che vengono ricondotte al termine del 30 giugno 2026 ai fini della rendicontazione, in coerenza con la normativa nazionale. Restano tuttavia ferme le responsabilità dei soggetti attuatori nel garantire continuità e regolarità nell’attuazione degli interventi.
Per alcune misure introdotte a seguito della revisione del Piano approvata con la decisione dell’8 dicembre 2023, in particolare quelle selezionate attraverso bandi pubblici nel 2024 e nel 2025, è previsto che la conclusione delle operazioni possa avvenire entro il termine ultimo del 31 agosto 2026. Eventuali proroghe oltre il 30 giugno devono essere motivate e formalizzate dalle amministrazioni titolari, senza superare il limite finale stabilito.
Il perimetro degli interventi interessati è ampio e comprende, tra gli altri, progetti relativi alla valorizzazione del patrimonio culturale, allo sviluppo dei borghi, alla gestione dei rifiuti, alle infrastrutture idriche, alla mobilità sostenibile, all’edilizia scolastica, ai servizi sociali e alla rigenerazione urbana. Le amministrazioni titolari possono inoltre estendere l’applicazione delle linee guida ad altre misure con caratteristiche analoghe sul piano della rendicontazione.
Nel complesso, il documento fornisce un quadro unitario per accompagnare la fase finale del PNRR, con l’obiettivo di garantire una chiusura ordinata degli interventi e una rendicontazione coerente con le scadenze europee.